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Ecco cosa voglio portare a Venezia

PERCHE’ HO ACCETTATO QUESTA SFIDA
Credo che questa Regione ed in modo particolare questa provincia meriti una politica che scende in campo e che non si accontenta di rimanere spettatore, possiamo decidere di mandare a Venezia dei consiglieri che rimangono seduti ad assistere al gioco di un presidente che ci racconta di un Veneto perfetto, oppure possiamo scegliere chi ha voglia di affrontare le sfide, le criticità di questa provincia, lavorare per cercare di risolverle, ma almeno lavora per metterle in evidenza.

Tutela del lavoro e del territorio, difesa della sanità in montagna, sviluppo delle infrastrutture per combattere lo spopolamento, giovani e anziani.
Una Regione in cui si guardi con attenzione e fiducia ad un futuro solidale e con protagonista il “territorio e i suoi cittadini”.

La provincia di Belluno, polmone ecologico-ambientale dell’intera Regione, una Regione che ha il record di cementificazione, che ha falde acquifere inquinate grandi come tutto il lago di Garda, la nostra provincia va tutelata, non è possibile che ad ogni temporale ci sia parti del territorio che si sgretola, fanno fatti interventi oltre a quelli relativi a Vaia, dove la Regione Veneto non ha messo un euro.

Una provincia di Belluno che punti sulla mobilità, una rete stradale che la colleghi e non l’attraversi, che punti sui collegamenti ferroviari e su una mobilità sostenibile.
(1 miliardo per la viabilità provinciale arrivati dal governo grazie al PD e al nostro deputato De Menech)

“Una sanità vicina ai paesi lontani”, che assicuri a tutti i cittadini della provincia di Belluno, la possibilità di essere soccorsi con tempestività, una sanità che premi le eccellenze e non prenda la strada della privatizzazione, sapendo che non potremmo mantenere tutti i reparti in tutti gli ospedali, ripensare e potenziare la medicina del territorio.
Una assistenza domiciliare efficiente, in un territorio dove la popolazione diventa sempre più anziana, che aiuti le famiglie, vero baluardo del nostro tessuto sociale.

“Una montagna di lavoro tra tradizione e innovazione”, non è uno slogan ma un punto fermo se vogliamo fermare lo spopolamento, far rimanere i nostri giovani non basta, dobbiamo diventare “attrazione” anche per altri giovani che possano vedere delle opportunità nei nostri territori.

Affiancare il mondo del Volontariato e della Cooperazione, strumenti fondamentali e tanto preziosi in ogni luogo ma in particolarmente nei nostri territori, tra le nostri genti, dove la solidarietà è la parola d’ordine.


“Scuola e formazione” dare strumenti efficaci ai nostri ragazzi perché possano avere pari opportunità come i ragazzi della pianura nel frequentare università, perché i costi non siano esclusivamente sulle spalle delle famiglie, perché si ritorni ad incentivare anche una formazione professionale, “i mestieri” che sono stati fondamentali per il tessuto economico dell’Italia, della nostra Regione e della nostra Provincia di Belluno.


Animare con forza la richiesta di ottenere quella autonomia già prevista nella legge regionale 25 del 2014 all’art. 15, e dallo statuto della Regione Veneto, che di fatto dovrebbe trasferire deleghe e risorse finanziarie ad una Provincia interamente montana come la Provincia di Belluno.

PORTIAMO LA MONTAGNA A VENEZIA, insieme, con il vostro prezioso aiuto, lo possiamo fare.